AMICI della MONTAGNA SARDA A.S. di P.S. - Monteleone Rocca Doria

Soccorso Alpino

Roccadoria 2015 - L'acqua e la roccia - Outodoor Meeting

IL SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO DELLA SARDEGNA
Una realtà concreta a servizio del territorio
LA STORIA
Furono alcuni gravi e mortali incidenti verificatisi in diverse grotte dell’isola e l’impegno dei maggiori gruppi speleologici dell’epoca a crearne le condizioni per la nascita, ed il 3 novembre 1974 la direzione nazionale dell’allora CNSA ne ufficializzò la costituzione.

La presenza di una struttura operativa capace di applicare tecniche speleo­alpinistiche e di intervenire con l’ausilio dell’elicottero rappresentò una novità assoluta per la Regione Sardegna ma per disporre di un congruo numero di rocciatori si dovette attendere una maggiore diffusione nell’isola della pratica dell’alpinismo e dell’arrampicata sportiva.

A partire dagli anni ’90 si assistette ad un vero boom di queste attività: la varietà di ambienti naturali, unici nel loro genere, ed una spinta sempre più decisa da parte della pubblica amministrazione alla frequentazione turistica delle aree interne della Sardegna determinarono un costante ed esponenziale incremento del numero di habitué di questi ambienti, con un conseguente e statistico aumento delle problematiche legate a sicurezza ed incidenti.

L’escursionismo, le attività all’aria aperta, ed in montagna in genere, sempre più diffuse hanno determinato anche l’evolversi del Soccorso Alpino in Sardegna che ha attraversato profonde fasi di evoluzione e miglioramento.

CHI SIAMO

Oggi il Soccorso Alpino e Speleologico della Sardegna, quale servizio regionale del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico, è una struttura operativa di protezione civile ben radicata nel territorio e rappresenta un punto fermo per il soccorso sanitario delle persone in ambiente montano, grotte, impervio ed ostile, quale soggetto titolato e qualificato per gli interventi di soccorso. In attuazione delle leggi 21 marzo 2001, n. 74 e 27 dicembre 2002, n. 289, articolo 80 è il braccio operativo delle centrali operative 118.

L’organizzazione territoriale può contare su circa 180 tecnici di soccorso suddivisi tra le quattro stazioni della VIII Zona di Soccorso Speleologico (Cagliari, Sassari, Nuoro, Sulcis­Iglesiente) e le cinque stazioni della XXIX Zona di Soccorso Alpino (Cagliari, Sassari, Nuoro, Urzulei, Medio­Campidano).

COSA FACCIAMO

Nel corso degli anni gli interventi di soccorso tecnico e la ricerca dispersi sono cresciuti in maniera esponenziale, anche in virtù di una maggiore frequentazione del territorio da parte di escursionisti, spesso stranieri, bikers, climbers oltre che di tradizionali fruitori del territorio come cacciatori, cercatori di funghi, o di chi per professione frequenta questi ambienti.

I Piani Prefettizi per la ricerca delle persone scomparse ci vedono parte attiva e preponderante nella ricerca dei dispersi nei territori impervi, e di frequente in supporto nelle operazioni legate agli ambienti antropizzati.

Le attività principali che impegnano gli uomini e le donne del Soccorso Alpino sono la continua formazione ed aggiornamento sulle tecniche e procedure di soccorso in ambiente impervio oltre che la prevenzione e la vigilanza degli infortuni nell’esercizio delle attività alpinistiche, sci­alpinistiche, escursionistiche e degli sport di montagna, delle attività speleologiche e di ogni altra attività connessa alla frequentazione a scopo turistico, sportivo, ricreativo e culturale, ivi comprese le attività professionali, svolte in ambiente montano, ipogeo e in ambienti ostili e impervi.

SUGGERIMENTI PER VIVERE L’OUTDOOR IN SICUREZZA

L’assistenza frequente del SASS verso associazioni, enti, istituzioni nell’ambito di manifestazioni legate al mondo dell’outdoor e della montagna, costituisce il primo elemento di prevenzione verso incidenti ed infortuni e garantisce una pronta risposta in caso di necessità. Ma le attività del mondo outdoor devono essere praticate a prescindere con coscienza e preparazione.

Adattiamo dunque l’escursione, l’arrampicata, alla nostra preparazione. Non sempre avere tanto entusiasmo equivale ad avere le “capacità” psico­fisiche (e qualche volta pure tecniche) adeguate.

Prendere delle piccole precauzioni per affrontare le nostre attività all’aria aperta ci garantisce maggior sicurezza.

Tralasciando la preparazione fisica e tecnica, che ognuno dovrebbe curare in funzione della difficoltà del percorso scelto, è utile prendere alcune basilari precauzioni e dotarsi di poche attrezzature che possono però fare la differenza:

• Portare con se il cellulare con le batterie ben cariche.
• Avvisare sempre qualcuno del percorso che ci apprestiamo a compiere.
• Portare almeno un GPS (o uno smartphone). Poter comunicare eventuali coordinate accelera i tempi di ricerca e recupero.
• Portare una lampada per il buio, un accendino e un telo termico.
• Vestire indumenti e calzature adeguate alla stagione o al terreno in cui ci troviamo.
• Portare acqua e cibo a sufficienza, in maggiore quantità nelle stagioni calde.

In caso di incidente chiamare il numero unico per le emergenze sanitarie 118 e specificare il tipo di incidente e dove ci si trova, se in montagna chiedete esplicitamente l’intervento del Soccorso Alpino. Se vi siete spostati da qualche parte per telefonare NON SPOSTATEVI dal campo telefonico perché la centrale operativa potrebbe richiamarvi per avere notizie più precise.

Buone attività a tutti.